{"id":541,"date":"2022-09-08T14:19:25","date_gmt":"2022-09-08T14:19:25","guid":{"rendered":"https:\/\/esibike.it\/?page_id=541"},"modified":"2022-09-08T14:19:55","modified_gmt":"2022-09-08T14:19:55","slug":"il-paesaggio-sallvi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/esibike.it\/index.php\/il-paesaggio-sallvi\/","title":{"rendered":"Il Paesaggio Sallvi"},"content":{"rendered":"\n    \n    <section class=\"u-align-center u-clearfix u-grey-80 u-section-2\" id=\"carousel_1013\">\n      <div class=\"u-clearfix u-sheet u-sheet-1\">\n        <h6 class=\"u-text u-text-1\">i luoghi della scoperta<\/h6>\n        <h3 class=\"u-text u-text-2\"> Il paesaggio del quadrante Giovanni Batista Salvi<\/h3>\n        <div class=\"u-border-3 u-border-custom-color-1 u-expanded-width u-line u-line-horizontal u-line-1\"><\/div>\n        <div class=\"u-clearfix u-expanded-width u-layout-wrap u-layout-wrap-1\">\n          <div class=\"u-layout\">\n            <div class=\"u-layout-row\">\n              <div class=\"u-align-justify u-container-style u-grey-75 u-layout-cell u-size-30 u-layout-cell-1\">\n                <div class=\"u-container-layout u-container-layout-1\">\n                  <p class=\"u-text u-text-default u-text-3\"> La piana che si apre a nord di Fabriano, \u00e8 un luogo inatteso. Vi si giunge passando attraverso gole e strettoie tra le montagne.&nbsp;&nbsp;Se non fosse per il fatto che questo grande spazio aperto \u00e8 anche un crocevia storico di percorsi e collegamenti saremmo indotti a pensare che la dolcezza del paesaggio, la difesa determinata dalle dorsali appenniniche e dei rilievi isolati che chiudono l\u2019orizzonte verso sud e verso nord, abbiano conformato un luogo ideale per vivere.In realt\u00e0 ci accorgiamo che le vie di attraversamento delle difese montane sono anche facili porte di ingresso che celano inside e verso cui gradano citt\u00e0, regioni e culture estranee al contesto.<br>Arcevia e Pergole sembrano affacciarsi a spiare l\u2019ampia valle, e dalla Flaminia e dalla trasversale dell\u2019Esino in un attimo chiunque pu\u00f2 arrivare all\u2019improvviso.Questo aspetto senbra influenzare moltissimo la struttura insediativa e il \u201cgenius loci\u201d della piana dove un tempo sorgeva la colonia romana di Sentinum.<br>Sassoferrato, che \u00e8 l\u2019erede della vicina citt\u00e0 romana di cu i sono visibili i resti archeologici, sembra dominare la valle ma allo stesso tempo appare arroccata in posizione di difesa. C\u2019\u00e8 una citt\u00e0 alta, isolata sul crinale, e la citt\u00e0 bassa, prossima alla confluenza tra e il torrente Sanguerone ed i Fiume Sentino , e c\u2019\u00e8 la citt\u00e0 nuova, di l\u00e0 dei corsi d\u2019acqua.&nbsp;&nbsp;Le tra parti della citt\u00e0 sembrano non avere, n\u00e9 cercare una relazione. Semplicemente coesistono.Le due linee d\u2019acqua che si incontrano a Sassoferrato sono le matrici del paesaggio della vallata, che ne costituisce il bacino imbrifero. Risalendo la corrente si aprono sistemi insediativi e percettivi via via sempre pi\u00f9&nbsp;&nbsp;estranei. Col della noce sembra non avere nulla a che fare con Monterosso o addirittura con Rotondo e C\u00e0 Bernardi. Ambenti diversi e storie diverse.&nbsp;&nbsp;Emerge il gran numero e la prossimit\u00e0 dei piccoli borghi dispersi, spesso pi\u00f9 propriamente nuclei abitati da poche famiglie.<br>ll territorio appare al contempo ricco di elementi e privo di una identit\u00e0 riconoscibile.&nbsp;Si nota nella popolazione residente un legame con la propria terra terra, ma paesaggio agricolo non emergono colture tipiche. Scarsi sono i vigneti e gli oliveti che invece caratterizzano il resto delle Marche ma permangono, specie nelle zone ai limiti del bosco, pascoli che ospitano&nbsp;&nbsp;bovini e ovini.E\u2019 come se si sentisse una forza esogena che dall\u2019esterno entra e condiziona l\u2019interno. Una forza che copre e sminuisce l\u2019energia endogena, le impedisce di svilupparsi.Dall\u2019 esterno vennero gli eserciti che qui si confrontarono in battaglia determinando per ben due volte i destini dell\u2019Europa.&nbsp;&nbsp;A Nord di Sentinum, con la battaglia delle nazioni si ferm\u00f2 l\u2019ondata dell\u2019jnvasione celtica nella penisola italiana e si afferm\u00f2 il primato di Roma, A sud della citt\u00e0 i Bizantini di Narsete sconfissero in battaglia i Goti che, con la morte del loro capo Totila, fallirono il loro obiettivo di germanizzare Roma e l\u2019Italia.\u200b\u200b&nbsp;\n                  <\/p>\n                <\/div>\n              <\/div>\n              <div class=\"u-align-justify u-container-style u-layout-cell u-size-30 u-layout-cell-2\">\n                <div class=\"u-container-layout u-container-layout-2\">\n                  <p class=\"u-text u-text-default u-text-4\">Dall\u2019esterno vennero i monaci che costruirono le molte abbazie che si incontrano lungo le vie di comunicazione e che sembrano anch\u2019esse isolate, prive di relazioni, come la bellissima abbazia di S.Croce, quasi in disparte rispetto alla vicinissima Sassoferrato&nbsp;Dall\u2019esterno vennero le societ\u00e0 che aprirono le miniere di zolfo di C\u00e0 Bernardi.&nbsp;<br>Polo di occupazione per l\u2019intero territorio e luogo di una delle lotte sindacali pi\u00f9 drammatiche e conosciute del secondo dopo guerraDall\u2019esterno, sebben dalla vicina Fabriano, vennero gli insediamenti industriali di Merloni che qui fece nascere quel modello marchigiano fondato sulla figura del \u201cmetal-mezzadro\u201d che ha portato questo comparto ad essere uno dei siti pi\u00f9 industrializzati d\u2019italia senza distruggere la cultura ed il paesaggio rurale.<br>Questa terra e la sua gente sono come travolti dagli eventi che giungono dall\u2019esterno. Dopo la chiusura delle miniere la popolazione di Sassoferrato scende da 13.000 a 8.000 abitanti in dieci anni. &nbsp;<br>Le zone intorno alla miniera si spopolano quasi del tutto. Migliaia di emigranti si dirigono nelle miniere del Belgio e della Sicilia o verso le industrie del nord.Sembra impossibile che una terra come questa possa essere una terra di emigrazione.&nbsp;<br>Ed oggi, dopo la chiusura di molte industrie e la crisi del gruppo Merloni, sembra impossibile che il futuro rappresenti un\u2019incognita. In verit\u00e0 questa terra non ha mai davvero osservato s\u00e9 stessa.&nbsp;&nbsp;Mai come in questi luoghi il residente tende ad assomigliare al turista.<br>Entrambi, chi vi abita e chi vi giunge per caso (perch\u00e9 questa terra si sta aprendo solo ora al turismo ed \u00e8 quindi sconosciuta alle direttrici fondamentali dei flussi turistici), hanno in comune lo sguardo della&nbsp;<i>sorpresa<\/i>.Lo sguardo dichi si trova in un territorio che ha una straordinaria ricchezza di luoghi di interesse da scoprire, di luoghi panoramici mozzafiato da raggiungere, di storie, siti, musei di altissimo valore, spaziando dalle abbazie, alla cultura dei minatori nei paesi operai di C\u00e0 Bernardi e Cantarino ai musei di Sassoferrato (arte moderna, pittura del 400, incisioni, tradizioni popolari, archeologia).A due passi il senso della scoperta ci accompagna anche a Fabriano, inaspettata citt\u00e0 d\u2019arte, al bel castello di Genga e nelle viscere della terra, alle magiche grotte di Frasassi.<br>E sulle montagne, nei boschi tutto attorno, reti di sentieri per mountain-bike e luoghi di solitaria, rara e struggente bellezza, come Montelago, dove nei prati, sulle pendici del Monte Strega corrono le mandrie di cavalli bradi. \n                  <\/p>\n                <\/div>\n              <\/div>\n            <\/div>\n          <\/div>\n        <\/div>\n      <\/div>\n    <\/section>\n    \n    \n  \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>i luoghi della scoperta Il paesaggio del quadrante Giovanni Batista Salvi La piana che si apre a nord di Fabriano, \u00e8 un luogo inatteso. 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