{"id":538,"date":"2022-09-08T14:12:51","date_gmt":"2022-09-08T14:12:51","guid":{"rendered":"https:\/\/esibike.it\/?page_id=538"},"modified":"2022-09-08T14:19:46","modified_gmt":"2022-09-08T14:19:46","slug":"il-paesaggio-carlo-urbani","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/esibike.it\/index.php\/il-paesaggio-carlo-urbani\/","title":{"rendered":"Il Paesaggio Carlo Urbani"},"content":{"rendered":"\n    \n    <section class=\"u-align-center u-clearfix u-grey-80 u-section-2\" id=\"carousel_1013\">\n      <div class=\"u-clearfix u-sheet u-sheet-1\">\n        <h6 class=\"u-text u-text-1\">i luoghi della serenit\u00e0<\/h6>\n        <h3 class=\"u-text u-text-2\"> Il paesaggio del quadrante Carlo Urbani<\/h3>\n        <div class=\"u-border-3 u-border-custom-color-1 u-expanded-width u-line u-line-horizontal u-line-1\"><\/div>\n        <div class=\"u-clearfix u-expanded-width u-layout-wrap u-layout-wrap-1\">\n          <div class=\"u-layout\">\n            <div class=\"u-layout-row\">\n              <div class=\"u-align-justify u-container-style u-grey-75 u-layout-cell u-size-30 u-layout-cell-1\">\n                <div class=\"u-container-layout u-container-layout-1\">\n                  <p class=\"u-text u-text-default u-text-3\"> La terra a nord del fiume Esino che si distende verso il mare dalle pendici boscose della dorsale di Arcevia \u00e8 quella che forse pi\u00f9 di altre evoca l\u2019immaginario di quel \u201cpaesaggio marchigiano\u201d fatto di dolci colline degradanti e borghi di poggio, senza particolari accenti ma capace di infondere un senso di quiete e dolcezza del vivere.Si parte dai paesi affacciati alle pendici dei monti boscosi, non molto alti, con attraversamenti facili e forse per questo presidiati da paesi fortificati posti in posizione dominante, come Arcevia e i sui castelli pi\u00f9 interni o Serra san Quirico.&nbsp;Questo \u00e8 il cuore della terra dove si stanziarono i Galli Senoni, di cui Senigallia sul Mare e Arcevia-Civitalba a monte erano le capitali. La loro presenza \u00e8 testimoniata, oltre che dal suono del dialetto, anche da importanti siti archelogici, come la necropoili di Montefortino. La romanizzazione non cancello gli insediamenti ma aggiunse nuovi centri vallivi di cui restano importanti vestigia nei siti della citt\u00e0 di Ostra e di Suasa.<br>Le citt\u00e0 alte, dalla dorsale montuosa scoprono a colpo d\u2019occhio l\u2019intera ampia fascia collinare fino al mare, svelandone i piccoli centri, i luoghi noti, come si aprisse di fronte una carta geografica.La campagna appare come un ondulato mare di terre, pi\u00f9 boscose nella aree pi\u00f9 vicine e pi\u00f9 coltivate sullo sfondo. E a questo cambiamento di uso del suolo corrisponde un cambiamento nella struttura insediativa.Esistono come delle sfumature di paesaggio scendendo da monte a valle.<br>La parte immediatamente sottostante la dorsale preappenninica \u00e8 caratterizzata dalla presenza diffusa dei castelli di Arcevia. Una struttura difensiva capillare fatta di bellissimi castelli in miniatura ma completi ed efficienti, che fanno da punti di riferimento di una campagna non molto abitata perch\u00e9 non particolarmente fertile, con ampi spazi nei versanti pi\u00f9 acclivi coperti da boschi e macchie.<br>Se Caudino, Palazzo e Avacelli sono inseriti nel sistema difensivo montano, Nestore, S,Pietro, Loretello, Piticchio, Montale e Castiglioni proteggono la fascia dell\u2019alta collina.Subito dopo la fascia dei castelli di Arcevia il paesaggio collinare sembra riprendere orma, con colline pi\u00f9 acclivi a partire dal settore meridionale, verso l\u2019Esino per degradare verso nord e la valle del cesano.<br>La dorsale delle Tassanare, nasconde un paesaggio sulla valle dell\u2019Esino decisamente pi\u00f9 inciso, con profonde forre boscate e centri urbani di poggio si fanno pi\u00f9 grandi e vicini: mergo, Rosora e Castelplanio si affacciano sulla valle mentre Poggio san Marcello, Montecarotto, Serra de Conti d allineano in senso Trasversale fino alla valle del Misa, proseguendo poi con Barbara e, poco pi\u00f9 distante, Castelleone di Suasa, affacciato sul Cesano.\n                  <\/p>\n                <\/div>\n              <\/div>\n              <div class=\"u-align-justify u-container-style u-layout-cell u-size-30 u-layout-cell-2\">\n                <div class=\"u-container-layout u-container-layout-2\">\n                  <p class=\"u-text u-text-default u-text-4\"> Qui il paesaggio si arricchisce di colture pregiate, come la vite e l\u2019olivo, grazie alla compresenza di un terreno favorevole e di sorgenti d\u2019acqua. E\u2019 la parte superiore della terra del Verdicchio dei castelli di Jesi che si differenzia da quello della porzione sud dell\u2019areale di produzione, sotto l\u2019Esino, per una gradazione meno elevata, un gusto pi\u00f9 raffinato.&nbsp;&nbsp;Non a caso un vino di questa zona \u00e8 stato nominato nel 2022 il miglior bianco al mondo.<br>Scendendo ancora il paesaggio muta nuovamente al mutare della pedologia e della geologia. I suoli sono pi\u00f9 spogli, le colture si estendono nella dominante del seminativo.&nbsp;<br>E\u2019 un paesaggio all\u2019apparenza meno ricco ma sempre pittoresco, che rimanda all\u2019immagine delle colline senesi.&nbsp;&nbsp;Diminuisce la presenza dei paesi di poggio, ma anche delle case coloniche, segno di una campagna meno generosa con minori risorse idriche da utilizzare.Poi, come per magia, il paesaggio muta ancora e ritorna a generare coltivazioni pi\u00f9 differenziate e i paesi si fanno via via pi\u00f9 grandi e pi\u00f9 fitti, e con loro la trama delle case coloniche.&nbsp;&nbsp;Ostra vetere ed Ostra sono centri di un certo rilievo che si dividono tra attivit\u00e0 industriali vallive, lungo il Misa, ed una campagna meno spoglia, anch\u2019esse ancora caratterizzata da monocolture a seminativo.<br>Ma dopo Belvedere ostrense, sposandosi verso la vicina S.Marcello a cui \u00e8 praticamente connessa dal dall\u2019antica presenza della Madonna lel Sole, le colture si parcellizzano e di diversificano in una crescente presenza di vigne e oliveti. In un attimo siamo a Morro d\u2019alba, con il bel borgo delimitato dal percorso coperto delle mura, immersi nel cuore del vino Lacrima. Una variet\u00e0 di rosso particolare, dall\u2019areale di produzione piccolissimo, che si comporta per\u00f2 come un bianco. Non \u00e8 un vino da invecchiamento. Va bevuto preferibilmente entro l\u2019anno quando emana al massimo il suo intenso profumo fruttato, che risente della vicinanza del mare.&nbsp;<br>Un vino che rifiuta orgogliosamente di essere trattato come \u201cmerce\u201d. Per assaporare al meglio questa unicit\u00e0 dovete farlo a casa sua, a Morro, magari in una delle tante cantine dentro e fuori al paese.A due passi da Morro d\u2019Alba, la vicina Monte san Vito \u00e8 citt\u00e0 dell\u2019olio, pi\u00f9 volte premiata per la qualit\u00e0 della produzione.La visita di questi luoghi, tra montagna e mare, pu\u00f2 durare un fine settimana, una settimana o ripetersi per una vita. Perch\u00e9 quello che pervade il visitatore, costantemente nei diversi luoghi attraversati, \u00e8 un senso di&nbsp;<i>serenit\u00e0&nbsp;<\/i>che, una volta provato, rimane nell\u2019anima e ci spinge a ritornare. \n                  <\/p>\n                <\/div>\n              <\/div>\n            <\/div>\n          <\/div>\n        <\/div>\n      <\/div>\n    <\/section>\n    \n    \n  \n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>i luoghi della serenit\u00e0 Il paesaggio del quadrante Carlo Urbani La terra a nord del fiume Esino che si distende verso il mare dalle pendici boscose della dorsale di Arcevia \u00e8 quella che forse pi\u00f9 di altre evoca l\u2019immaginario di quel \u201cpaesaggio marchigiano\u201d fatto di dolci colline degradanti e borghi di poggio, senza particolari accenti &hellip; <a href=\"https:\/\/esibike.it\/index.php\/il-paesaggio-carlo-urbani\/\" class=\"more-link\">Continue reading<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Il Paesaggio Carlo Urbani&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-538","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/esibike.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/538","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/esibike.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/esibike.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/esibike.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/esibike.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=538"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/esibike.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/538\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":540,"href":"https:\/\/esibike.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/538\/revisions\/540"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/esibike.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=538"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}